da un'idea di "Era un anno a casa" un blog tutto ... da leggere!!!

giovedì 30 maggio 2013

:: I Dinosauri nell'Economia della Lingua Inglese ::



Arthur
Avevo un post pronto sulla golosita` delle lettrici e dei lettori, ma lo tengo in caldo per riportare cio` che ho letto oggi.
E cio` che ho visto.
E cio` che ho vissuto.
Insomma tutta la mia giornata ad alto tasso "cult"!


Oggi noi stiamo leggendo "THE DINO-BESTIARY".

Innanzitutto premetto che la scuola elementare che i miei figli frequentano ha nel programma delle ore di CLIL (“Content and Language Integrated Learning”) in lingua inglese e tedesco. Il teacher che insegna inglese in particolare si chiama Filippo. Filippo e` un ragazzo giovane, simpatico ed entusiasta della sua professione. L'impronta che ha dato al suo programma di insegnamento della lingua inglese e` originale, innovativo e soprattutto efficace: stimola i bambini a vivere la lingua usandola come se fossero studenti di una scuola anglosassone. Affronta in inglese la musica (insegnando loro le canzoni dei Beatles sua grande passione), l'educazione motoria e anche le scienze.

Quest'anno il teacher si e` lanciato in quello che ha definito un progetto incosciente: far realizzare ai bambini con l'aiuto di un'artista una scultura in cartapesta e precisamente un cucciolo di T-REX in dimensioni reali!

domenica 28 aprile 2013

Sono una lettrice golosa: vacanze e scones.

Testo Narrativo di E.M.
+
Dried Fruit Scones
 
Siamo appena tornati da un viaggio: io, mio marito e le due figlie grandi a Londra, i tre piccoli a Venezia.
Ognuno ha vissuto questa vacanza a modo suo portando a casa moltissimi ricordi.
I miei come al solito sono principalmente legati a gusto e olfatto: il cibo del luogo che visito e` per me strettamente connesso con la sua conoscenza, non posso prescindere da frequenti visite a farmer markets, supermercati, bottegucce. Ficco il naso in ogni cosa che non conosco e mi godo il ritrovamento di profumi e sapori noti come fossero parenti lontani da lungo tempo e ora di nuovo con me.
 
 
 
Mio figlio E. (7 anni) stamattina ha scritto un piccolo tema sul suo soggiorno appena trascorso.
Gli sono stata accanto durante la composizione ad ascoltare le rotelline del suo cervello muoversi.
Me lo sono goduto tutto.

lunedì 8 aprile 2013

Sono una psico-lettrice golosa

Ho appena finito di leccarmi le dita e adesso posso scrivere (eheheheheh..)
Il connubio di oggi e` questo:
Tiramisu` leggero
+
"D'armonia risuona e di follia"
di Eugenio Borgna - Feltrinelli
(ed un assaggio di Allevi)


Il tiramisu` e` gia` finito, il libro e` ancora in lettura.
La scelta del dolce per accompagnare questa lettura nasce direttamente da cio` di cui il libro tratta: il dolore generato dalla malinconia e dalla malattia psichiatrica come fonte di poesia.
E` un argomento molto delicato e molto intenso.

Perche` una come me si va a leggere certi libri vi chiederete?

Cominciamo da Adamo ed Eva.

mercoledì 27 marzo 2013

Scake(41 anni) recensisce "Racconti londinesi" di Doris Lessing


 
 

Questo libro non e` un nuovo acquisto. Lo comprai un mondo di anni fa, prima di sposarmi, sicuramente studentessa universitaria.
Mi aveva attratto di questa autrice che abbia vissuto in molti posti diversi.

In effetti sembra che io ogni tanto preferisca autori che hanno girato il mondo: li leggo quando ho bisogno di un respiro piu` ampio, un confine allargato, quando sogno di fare casa altrove.

Il fatto e` che  ho la prospettiva di un terzo viaggio a Londra fra meno di un mese.
E allora ho ripescato dalla mia libreria questi racconti.
Mi preparo a riassaporare la freschezza e la crudita` della grande citta`, ad inalare il puzzo e i profumi dell'umanita` cosi` varia che abita Londra.
Ricordo quando ci andai la prima volta con il passeggino e una piccola bimba di 6 mesi sepolta sotto strati di indumenti, per proteggerla dall'aria tagliente autunnale.
La piu` lunga sequenza di belle giornate inanellate una dietro l'altra nella storia dell'autuno londinese: 10 giorni di sole. E freddo pungente.
 

lunedì 18 marzo 2013

M. (12 anni) recensisce "Quando Hitler rubo` il coniglio rosa"

 
 
Quando Hitler rubo` il coniglio rosa
di Judith Kerr
 
 
Questo racconto parla di una famiglia ebrea benestante, tedesca di Berlino braccata dai nazisti: due fratelli che ritengono questo fatto interessante, un padre giornalista e scrittore e una madre molto protettiva.
Come ogni storia di questo genere potrebbe sembrare solo un racconto triste, ma leggendo il libro si scopre invece che non lo e`, anzi, grazie ad Anna la bambina di 9 anni e protagonista, si capisce che la persecuzione degli ebrei  e` sicuramente dolore, ma anche un' opportunita` per stare insieme ed aiutarsi.
Questo libro mi e` piaciuto molto perche` pochi giorni prima avevo visto il film “Il bambino con il pigiama a righe” che finisce in maniera tragica, mentre la storia narrata in questo romanzo lascia intuire un lieto fine. E quindi sapere che qualcuno sia riuscito a salvarsi per me e` un sollievo.
 
Quando leggo storie che riguardano la persecuzione degli ebrei penso sempre a cosa puo` scatenare una persona sola.
 
Il motivo per cui e` stato scelto questo titolo credo sia in riferimento al coniglio di pezza della protagonista che gli viene portato via dai nazisti durante una perquisizione.
 



 

lunedì 4 marzo 2013

Dash-Role-Swinish: un secondo racconto breve.



“Qui se non mi sbrigo il porridge si attacchera` tutto al paiolo… a meno che il fuoco non si spenga, il che sarebbe ancora peggio..Acqua, ancora acqua, sempre acqua, che tempo schifoso…”
Milly ciabatta rapidamente verso il focolare con un fascio di rami sotto il braccio e sbuffa cercando di soffiarsi via le ciocche di capelli umidi dalla faccia, mentre mescola il contenuto del pentolone appeso alla canna fumaria. Accaldata e sudata nonostante nuvolette di vapore escano dalla sua bocca soffiante..
Piove e fa freddo ed il freddo entra ovunque e non ci si puo` riparare se non muovendosi, producendo calore da se` “Ma le vossignorie sentiranno freddo in ogni caso perche` non possono faticare come me! Le loro occupazioni sono troppo gravose eppure dedicandosi a lavori impegnativi non hanno mai imperlata la fronte di sudore…ed io invece sono qui tutta bagnata e questo corsetto mi soffoca” Milly si slaccia la camicia e riattizza il fuoco.
Oggi c’e` grande agitazione in casa e la padrona ha gia` iniziato a dare ordini di importanti preparativi “E dio solo sa quanto c’e’ gia` da fare qui senza le sue idee strampalate! C’e la stalla da controllare e quel disgraziato del fattore lorda tutto il pavimento con le sue scarpe luride di sterco di maiale! Oh quanto vorrei che la stalla fosse piu` lontana dalla cucina invece che qui accanto, sara` anche comoda per il latte, ma io son sempre qui a pulire…”
Dalla sala da pranzo si precipita Dorothy con un vassoio vuoto unto di grasso e cosparso di miele: i resti di una fumante pila di frittelle. ”Le signorine hanno appetito stamattina: si preparano per la novita`, hai sentito?” “No, io non so mai niente di quello che succede qui, non sono cose che competono la servitu`” ribatte acida Milly, ma Dorothy e` di buon umore perche` quando le signorine e la signora Bennet sono agitate e` sempre a causa di uomini e sono cosi` ridicole nelle loro risatine isteriche che ci si puo` far giornata a stare ad osservarle! “La fatica di rigovernare, cucinare, servire mi sembra quasi di non sentirla sai? I lavori sono piu` leggeri! Ma il meglio deve ancora venire Milly“ Dorothy si avvicina con aria cospiratoria, parla a voce bassa, riuscendo a stento a contenere una grande soddisfazione:”in giorni come questi ci si puo` azzardare ad indirizzare alle signorine perfino un’osservazione sarcastica , sono infatti talmente tutte rincitrullite al pensiero di trovare marito da non accorgersi di essere vittime di ironia e critica! Oh che spasso Milly! Che godimento estremo: il lusso di concedersi qualche commento acido, ripagandole di tutta la loro superbia e stupidita`!”.

Ne hanno ben d’onde i Bennett: nel podere accanto e` venuto a prendere dimora un ricco giovane londinese e la signora sta ringraziando ogni minuto la sua buona stella, riuscira` di certo a trovare marito ad una delle sue cinque figlie!
Milly da parte sua non condivide tutta questa eccitazione che anzi la disturba e la mette di cattivo umore.
In fondo al suo cuore sa che le signorine non sono davvero piu` intelligenti di lei ne` piu` di lei meritevoli di un buon partito. Se non fosse per la condizione di miseria dei suoi poveri genitori malati avrebbe potuto anche lei godere degli utili insegnamenti di una istitutrice: avrebbe imparato a scrivere e a leggere e perfino a dipingere o suonare il piano. “Quelle sciocche in realta` non hanno mai avuto intenzione di puntare sulla loro erudizione: fanno scorrere la lingua solo per dire cose alquanto disdicevoli per essere ragazze da marito!”
“Sarei ingiusta pero` se facessi di tutta l’erba un fascio: la signorina Elisabeth invero non assomiglia in tutto e per tutto alle sue sorelle, sembra fatta di un’altra pasta. L’altro giorno quasi distrattamente mi ha perfino ringraziato quando le ho porto la sottogonna e se proprio devo essere sincera la vedo leggere moltissimo, quasi in continuazione. “ “L’unica che sta mantenendo un contegno decoroso e` come al solito la signorina Elisabeth” riprende Dorothy come se la leggesse nei pensieri “anzi si prende gioco delle altre proprio come il signor Bennet. Dovresti vedere la signora Bennet Milly! Non approva affatto che Lizzy sia cosi` fredda e sprezzante nei confronti degli uomini! Non fa che ripeterle che non trovera` mai marito e morira` sola e abbandonata, il suo disinteresse per gli eventi mondani e` talmente evidente! Questa cosa irrita terribilmente i nervi di sua madre”
“La verita` e` che la vorrebbe meno intelligente…” sussurra Milly tra I denti.
Dalla sala da pranzo suona il campanello. Dorothy si avvicina al paiolo “E` pronto il porridge? Se non torno subito con qualcosa nel vassoio le signorine si alzeranno da tavola e non mangeranno piu` nulla, sono troppo agitate.”
Milly non risponde.
Il vapore dal paiolo le ha aperto tutti i pori della pelle ed ora ad occhi chiusi lascia che questo fluido ristoratore le massaggi le palpebre stanche. E` sveglia da prima che sorgesse il sole e non si e` ancora fermata un momento fin da allora.“Avrei bisogno di una colazione decente e di un bagno caldo, di un vestito pulito e una lunga pettinata". Sarebbe cosi` bello se il porridge si levasse in volo da solo e si versasse con grazia, come una colata fragrante sul vassoio, lasciandola a godersi questi attimi di pausa!
Ma Dorothy la sta scuotendo, l’ha afferrata per un braccio: “Cos’hai? Ti senti male? Perche` ti sei slacciata la camicia? Ti manca il respiro? Coraggio parla!”
Milly si rivolta arrabbiata:“Non ho niente! Sto benissimo e smettila di agitarti. Perdio Dorothy! Sei esattamente come quelle oche di la` in sala! E piantala con tutte queste scempiaggini sulle signorine e la signora Bennet! Sono qui per lavorare Dorothy non per farmi gli affari degli altri, non le conosci le regole della servitu`? Lasciami lavorare in pace e smettila di importunarmi con le tue chiacchiere da mercato!”.
Dorothy e` arretrata di qualche passo: e` offesa e non se lo aspettava. Lo sguardo freddo e` fisso su Milly che impiatta il porridge e lo cosparge con una dose abbondante di miele liquido e ambrato, quel miele di erica che tanto piace al signor Bennet. “Come osa parlare in questo modo con me questa sfacciata? I signori Bennet sono stati troppo magnanimi con i suoi genitori nel prenderla a servizio. Invidia Milly, sei solo invidiosa: lo sai bene che non ti tocchera` mai in sorte una cosa grande come quella che sta per capitare alle signorine.”
Dorothy piega la bocca in un sorriso maligno:"il bucato oggi tocca a te mia cara vero? Anche se piove e` martedi`: conosci le regole della servitu` no?".
Milly e` curva davanti al focolare.
Il suo vestito e` umido.
Piangere l'aiuterebbe a buttare fuori quella cosa amara che sente in fondo alla gola.
Ma il fattore e` tornato dalla stalla con le sue scarpe sporche, lasciando li` accanto il bidone del latte.
Non c’e’ tempo.
Bisogna pulire.


~


I romanzi di Jane Austen mi sono attorno. Ho tanti libri in lettura di genere completamente diverso, ma quando ho bisogno di qualcosa di rassicurante tiro fuori la raccolta rosa della Newton Compton e vado avanti con la lettura di uno dei suoi classici. Al momento sono su "Pride and Prejudice" gia` apprezzato ai tempi del liceo. Ho visto recentemente anche la trasposizione cinematografica del 2005 con Keyra Nightley e Matthew MacFadyen (lui mi e` piaciuto moltissimo) e l'altro giorno mi sono soffermata su un'intervista a P.D. James che parlava del suo ultimo lavoro dal titolo "Death comes to Pemberley" una specie di sequel di questo romanzo. Probabilmente non lo leggero` mai, ma l'atmosfera e` affascinante. Mi sono innamorata della scenografia del film e per quanto il tutto fosse ambientato nell'800 ho riconosciuto quell'aria, quell'erba, quella terra e il colore di quel cielo.
La Scozia mi ha stregato. E anche se le locations del film erano state scelte tra varie contee dell'Inghilterra (Berkshire, Derbyshire, Kent, Lincolnshire, Northamptonshire e Wiltshire) mi sono sentita trasportare nell'estate appena passata: la pioggia e l'acqua. Percio` quando ho usato un generatore di parole casuali in inglese selezionando come opzione quelle meno usuali e dal sapore antico sono uscite queste tre:
DASH precipitarsi, balzare
ROLE regola
SWINISH lurido, di maiale
Il collegamento e` arrivato come un fulmine.

E `stato davvero divertente.

lunedì 25 febbraio 2013

Scake recensisce "Molto forte, incredibilmente vicino" di J.S.Foer


Molto forte, incredibilmente vicino
Johnatan Safran Foer
ed. Guanda

Questa e` la narrazione di alcuni mesi della vita di Oskar.
E` la storia di una ricerca.
Oskar ha 11 anni e cammina per New York in cerca del proprietario di una chiave nascosta in una busta nel ripostiglio di suo padre.
Ma perche`?
Ha da poco perso il suo papa` nell'incidente delle torri gemelle dell'11 settembre 2001 ed e` convinto che questa ricerca lo condurra` a sapere qualcosa di piu` su suo padre e sulla sua morte.
Oskar non e` mai stato un bambino come gli altri: e` estremamente intelligente, sicuramente troppo intelligente e troppo originale per potersi integrare con i ragazzini della sua eta`. La sua passione sono le invenzioni e sogna di diventare il futuro assistente di molti personaggi famosi nel campo della ricerca scientifica a cui in effetti indirizza ripetute lettere di ammirazione e richiesta di assunzione. 
Da quando Thomas e` morto Oskar soffre di insonnia e passa le notti ad inventare continuamente cose nuove, tentando di anestetizzare il dolore, di non ricordare, di non soffrire. Il rapporto tra i due e` sempre stato speciale e speciale e` anche la famiglia da cui suo padre discende. Tutte le persone che ruotano attorno a Thomas sono figlie del dolore: lo e` Oskar che ha perduto suo padre tragicamente, lo e` sua madre, lo e` la nonna che e` stata lasciata dal marito mentre era incinta, lo e` il marito stesso (il nonno) che ha vissuto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, lo e` l'uomo che usera` la chiave di Oskar, lo e` la sua ex moglie e lo sono anche tutte le persone che Oskar incontrera` lungo la sua ricerca. E le loro storie in questo libro camminano assieme: all'inizio viaggiano parallele, poi si sfiorano, ma alla fine si intrecceranno le une alle altre. Queste persone soffrono, ma molte di esse troveranno sollievo alla sofferenza incontrandosi e condividendo il dolore perche` si frammenti in pezzi piu` piccoli, sempre piu` piccoli.

(photo by NYpress)
E` un libro molto bello, commovente ed acuto. 
La scrittura di quest'autore e` particolare: onirica e surreale a volte, ma riesce a creare metafore perfette per vite sofferte e offre alle anime ferite una dimensione parallela  dove poter sopravvivere.
Il suo stile e` molto complesso e ricco, a volte come avevo gia` riscontrato in "Ogni cosa e` illuminata" Safran Foer si smarrisce un po' tra le sue parole, ma il risultato e` davvero affascinante e sorprendente, sempre. 
Mi e` rimasto appiccicato addosso per vari giorni, anche dopo averlo terminato, anche mentre seguivo altre storie ed altre letture, segno che mi ha colpito molto in profondita`. 
Trovo questo giovane autore davvero geniale. 


::NOTA BENE::
Avevo annunciato qui che dovevo leggere questo libro per verificare che fosse adatto a mia figlia M. di 12 anni. Le era stato consigliato dalla professoressa di arte delle scuole medie.
Ho fatto bene a prendere questa precauzione, il verdetto e` negativo: e` un libro per adulti, assolutamente. 
Se il racconto non coinvolgesse le storie sconvolgenti e dolorosissime dei nonni di Oskar, sicuramente la vicenda di questo bambino, a parte alcuni riferimenti al sesso (che non hanno affatto un linguaggio e un'impronta infantile), i ragazzini delle medie potrebbero comprenderla, ne sarebbero colpiti, li farebbe riflettere.
Ma questo racconto non e` rivolto a loro: un adolescente che ancora deve aprirsi alla vita non puo` capire cosa c'e' dietro i comportamenti cosi` strani degli adulti di questo romanzo e come il dolore puo` modificare le relazioni naturali tra uomo e donna. 

L'ultimo passo sara` vedere la trasposizione cinematografica con Tom Hanks nella parte di Thomas.

venerdì 15 febbraio 2013

Buone letture, ma non per tutti: criteri di scelta




Leggo molto in queste settimane e molte cose diverse.
Mi piacerebbe essere bella come queste due qua sopra (e pure SECCA come loro!!!!), ma di Elisabeth Bennet (Keira Knightley) e Jane Austen (Anne Hathaway) al momento ho solo il libro e l'aria catturata dalla lettura.
Mi sono meravigliata oggi che spolveravo la mia mensola sopra il letto della quantita` di testi "in lettura" presenti! Una selva di segnalibri che svettano oltre il livello delle copertine. Senza contare il Kindle in cui ho accumulato anche parecchie anteprime gratuite per capire se effettivamente siano opere che mi ispirano e che possano essere di mio gusto.
La fregatura (che fregatura non e`) e` che devo leggere o almeno supervisionare anche i libri destinati ai miei figli.
E` un abitudine che ho da sempre ed ora che la mia prima figlia ha 12 anni ci sto ancora piu` attenta.
La bibliotecaria oggi approvava questa cosa.
Le avevo chiesto se era necessario leggermi da cima a fondo il prossimo libro per M. consigliato dalla professoressa di arte e lei mi ha risposto con un commento che mi ha colpito: "Ho visto certe liste di libri da leggere che vengono dalle scuole medie che...(occhio sbarrato)...insomma....".
Quindi mi sono prontamente lanciata nella lettura, la sera stessa.
Non ho molto tempo: il libro e` corposo, l'ho preso in prestito ed abbiamo un mese di tempo, per cui devo metterci poco perche` se va bene per M. poi lo deve leggere anche lei ed essendo mia figlia una lettrice famelica so gia`che per finirlo presto tralascera` lo studio!!

lunedì 11 febbraio 2013

Cookbook: La cucina Tex-Mex

Ci sono stati anni in cui andava provato ogni ristorante che avesse un'aria esotica, statunitense e comunque non nostrana.
Poi sono arrivati invece gli anni della dispepsia (condizione patologica caratterizzata dalla presenza predominante di dolore e/o fastidio persistente o ricorrente localizzato nell'epigastrio) e quindi si e` smesso di andare al ristorante!

Ho provato almeno quattro ristoranti messicani nel periodo adolescenziale e devo dire che tra le varie esperienze esterofile la cucina del centroamerica e` quella che ricordo con piu` piacere: sapori decisi e forti (piccantissimi), ma genuini.
La cucina Tex-Mex invece e` una commistione di tre generi: il messicano puro, lo spagnolo conquistatore e lo stile USA rurale del Sud.
Sulla cucina spagnola non ho gran che da dire perche` non la conosco molto, so solo che...aglio, aglio e ancora aglio ovunque. Che a me piace.
La cucina messicana e` nobilmente legata alla terra dei Maya. La materia prima e` povera, ma le sue radici sono antichissime: dietro gli ingredienti e le preparazioni c'e' la storia degli indios con le loro credenze, i loro riti e le loro scoperte preziose (il mais, la cioccolata, la zucca, il peperoncino).
E poi c'e' il Texas che confina con il Messico e che e` diventata la terra degli emigrati poveri messicani verso la ricchezza degli USA. Senza nulla togliere alla paciosita` dei texani la cucina di la` e` un po' burina: sono i cow-boys moderni che fieri dei loro cappelloni bianchi per fare i 100m da casa al supermercato cavalcano macchinoni con le corna di bue tra i fari. Proprietari terrieri, latifondisti che con i soldi del petrolio non hanno piu` bisogno di far pascolare le mandrie libere nelle praterie e non coltivano piu` quello che mangiano. Percio` se non fosse per l'ottima qualita` della materia prima (le carni bovine ad esempio) la loro cucina sarebbe un po' banale.

Detto questo sulla mia mensola dei cookbooks io ho un libricino edito da Könemann che si chiama "La cucina Tex-Mex" di Anne Wilson.
Negli anni ho usato diverse di queste ricette e non sono mai rimasta delusa soprattutto quando ho scelto quelle che "sapevano" piu` di Messico che di Texas (mi sono ben guardata per esempio dal preparare gli Hot-dogs friggendo in pastella i würstel!!!).
Il libricino e` corredato di due piccoli glossari: uno con i nomi degli ingredienti tipici che poi sono ortaggi o derivati (peperoncini, peperoni, pomodori, fagioli, semi e farine) e uno con i nomi delle principali pietanze che oggi come oggi per noi risulatno facilmente riconducibili a piatti che conosciamo (burritos, nachos, tortillas, guacamole). C'e' anche un capitolo sulle salsine stuzzicanti per accompagnare le pietanze e le ricette sono tutte corredate da fotografie allegre e piene di colori.
Il volumetto e` piccolo in dimensioni e pagine, ma e` un concentrato di preparazioni stuzzicanti!

Quello che vi mostro qui e` una pie di fagioli e manzo che ho riadattato un po' per adeguarmi agli ingredienti presenti al momento in casa (cucinata una domenica di frigo pressoche` vuoto per non intristirsi con una pasta in bianco!), ma ho provato anche le salsine, le Empanadas, il Chili, le Huevos rancheros, le Tortillas ed il pane di mais. Tutto riuscitissimo e con un grado di piccantezza variabile in base ai commensali!

Rifarei questo piatto oggi solo per poter riaffondare le mani nell'impasto della crosta al mais prima della cottura! E` bellissimo!


venerdì 8 febbraio 2013

G. (9anni) recensisce "Mr Stink. L'esilarante storia del Signor Puzzone"


 G. (9 anni) recensisce 
Mr Stink. L'esilarante storia del Signor Puzzone
scritta da David Walliams
ill di Quentin Blake

Questo libro parla di una bambina che conosce un barbone per strada e rimane colpita da lui perche` e` molto puzzolente. Vorrebbe invitarlo a casa sua, ma sa gia` che la sua mamma non vuole che lei si fermi a parlare con gli sconosciuti. Ne parla con il suo papa` il quale le da` delle salsicce per il barbone che si chiama Mr Stink. I due si conoscono meglio e iniziano ad aiutarsi a vicenda: Chloe lo ospita nel suo capanno degli attrezzi e lui le da dei consigli di vita.
Alla fine il fatto che Mr Stink abbia alloggiato in casa di Chloe ha scombussolato tutta la famiglia ma ha fatto in modo che le cose andassero meglio.  
Mi ha colpito questa bambina generosa e mi e` piaciuta la storia perche` e` divertente.
I disegni sono molto strani perche` sembrano degli scarabocchi, ma sono belli.

lunedì 4 febbraio 2013

AnimaliDivorziareAsola: un racconto breve.



AnimaliDivorziareAsola


Donna rammenda di Edouard Vuillard da arteposter
Fuori dalla finestra tante nuvole basse a coprire i fianchi delle montagne, tetti bianchi, alberi scarni coi tronchi neri bagnati da quella che ormai e` diventata pioggia.
Bosco e Cielo hanno lo stesso colore.
Dentro invece un tepore profumato di cose buone: il forno va.
Stasera mangeranno torta messicana di fagioli e carne e le ragazze (che ora ridono al piano di sopra allegre e spensierate) fra qualche minuto scenderanno a preparare i biscotti per la merenda.
La madre siede a rammendare un grembiule dell’asilo. La` dove c’era un bottone ora c’e` uno strappo: la piccola deve essersi impigliata in uno spigolo o ha cercato di spogliarsi con troppa foga e adesso l’asola e` tutta sfrangiata.
Come si fa a rammendare un’asola?”
Non e` mai stata una sarta, fa quello che nessuno le ha mai insegnato con molto senso pratico, badando al sodo “L’importante e` che l’intervento sia risolutivo…forse posso mettere qualche punto qui….non facciamo pecionate”.
Ernesto guarda la televisione in salotto con l’occhio spento di chi ha la febbre alta, ogni tanto tossisce .
Speriamo che non sia una gastroenterite, non ce la faccio neanche a sopportare l’idea” .
Giodde e` di sotto in cortile a bagnarsi beatamente, la neve e` diventata una massa fradicia e scivolosa con cui non si puo` piu` giocare.
Meglio che lo chiami senno` le scarpe domattina saranno inutilizzabili e con cosa lo mando a scuola poi?”.
I pensieri vorticano attorno al filo da cucito, si infilano nella cruna dell’ago fissandosi sull’asola assieme ai punti; si sovrappongono, si scavalcano e il rammendo che ne esce sembra la coda di un armadillo.
Lei fa una smorfia e sbuffa, non e` arrabbiata e` solo sconsolata: le cose da fare sono molte e vorrebbe che tutte riuscissero, venissero bene, precise e belle.
Questi sono discorsi da casalinga incallita e pure un po’ frustrata, invece non lo sei o almeno non ancora. E in ogni caso sei tu che hai voluto divorziare dal tuo lavoro!”

Com’e` possibile che sia successo davvero? Le piaceva cosi` tanto.
Alti e bassi come in tutti i rapporti ovviamente. Per difenderlo a volte il giorno di riposo lo passava sdraiata a respirare profondamente, ma era il suo lavoro: aveva studiato parecchio e aveva raccolto grandi soddisfazioni , grandi e belle come mazzi di fiori freschi. C’era passione.
Quando lo ha lasciato pero` lo ha fatto senza fantasia :”forse e` meglio che ci prendiamo una pausa”.
Di dodici mesi.
E come sempre succede pian piano si e` abituata a stare senza e non e` piu` tornata.
La verita` e` che non voleva che i bambini crescessero come alberi da frutto di un campo abbandonato: senza pacciamature, senza potature, senza stagione del raccolto.
Mia madre? Non c’era mai, stava sempre nel letto senza forze“ questo non poteva, non doveva succedere.

E quindi piantala di lamentarti e sorridi: questo grembiule sara` riusato”.
Lo guarda di nuovo sottecchi :“comunque quando Liuba si allaccera` il bottone questa coda di animale strano sara` coperta,
Le ragazze sono sulle scale e scendono ridendo.”Adesso rovisteranno nel cassetto per cercare i grembiuli e faranno un gran casino come al solito, non sono ancora riuscita ad insegnargli a fare le cose per bene
Pero` sarebbe bello ricamare tanti animali su questo grembiulino...potrei seguire i quadretti della stoffa...potrei farli a punto croce…”.
Ernesto la chiama dal divano: ha sete.
La porta di casa si apre: Giodde e` gocciolante e sorride soddisfatto ”ho fame, quando si fa merenda?”.
Vi siete lavate le mani prima di cominciare ad impastare?” chiede alle grandi.
Il grembiule attende sullo schienale della sedia.
Domani mani ruvide ed esperte lo piegheranno per bene mentre mani soffici ed incerte lo sfioreranno accarezzando quella cicatrice.
Mamma che cos’e questa?”
E` una coda di armadillo! Sai cos’e’ un armadillo Liuba?”. 
                                                  
                                            21/01/2013
 
~


Questo e`un racconto breve ispiratomi dalle tre parole che TOWRITEDOWN ha lanciato nel web nei suoi lunedi` per lo sviluppo dell'io creativo.
Ho raccolto la sfida del 14 gennaio per misurarmi con me stessa, per esercitarmi nella scritttura, ma soprattuttto per dimostrarmi che non e` vero che sono poco creativa.
Prendere spunto dalla propria vita per comunicare e` mancanza di creativita`?
E` ovvio che questo racconto sia autobiografico, tutto mi appartiene (tranne i nomi dei miei figli che coincidono con i loro solo per l'iniziale!), ma io scrivo di cio` che so.
Scrivo di cio` che ho provato, di cio` che mi ha nutrito e che ho metabolizzato, di cio` che mi colpisce e di cio` che mi sfiora soltanto. Ma tutto deve avermi toccato. Se non mi fa anche solo una minuscola cicatrice mi annoia, non mi interessa.
Scrivere inoltre rievoca in me pensieri che sono sempre rimasti nel lobo occipitale: c'erano, sapevo che erano li`, ne percepivo la presenza, ma non potevo inquadrarli, erano al di fuori del mio campo visivo.
Quando scrivo sento il mio cervello che scricchiola per mettersi in moto e quando parte e` come un treno in corsa, non posso rallentarlo se non e` prevista la fermata. e se non mi sbrigo, se non sono veloce a tradurne i pensieri in scrittura me lo perdo, lo vedo andare via: le parole sono lontane ormai.

Questo esperimento mi ha divertito.
Ne ho gia` pronto un altro!
Come al mio solito non posso fare una cosa per volta no?

lunedì 28 gennaio 2013

M.(12 anni) recensisce "Dakota delle bianche dimore" di Philip Ridley



M. (12 anni) recensisce 
Dakota delle bianche dimore
Philip Ridley
ed Salani - gl'Istrici





Questo romanzo racconta l'avventura di due bambine: Dakota e Melassa. E` ambientato in una citta` un po' decrepita invasa da carrelli del supermercato. In uno di questi carrelli la signora Medusa trasporta qualcosa di misterioso. La storia si svolge attorno al contenuto di questo carrello che le due bambine cercano di scoprire e poi una volta scoperto si buttano alla sua ricerca aiutando Medusa a ritrovarlo perche` e` stato rapito. 
Questa storia mi e` piaciuta perche` si svolge in un luogo inverosimile, ma affascinante: una citta` piena di carrelli e` insolita e scomoda eppure loro riescono a viverci!
Non mi sono sono piaciute le illustrazioni perche` Dakota sembra una vecchietta ed invece e` una bambina.
Mi ha colpito la liberta` di queste bambine di poter rimanere fuori di casa molto tempo per cercare cio` che si e` smarrito.

mercoledì 16 gennaio 2013

Sono una lettrice golosa: col trucco e con l'inganno!

PRIMO TRUCCO E PRIMO INGANNO: IL KINDLE

Ho un kindle!
Io da me non l'avrei mai comprato, ma mio marito mi ha fatto una sorpresa a Natale.
La sorpresa e` stata grande perche` non si e` limitato a regalarmi il kindle (la versione base credo), ma ci ha costruito attorno a mano una custodia piena di ...amore ♥.
Ha fatto tutto da se`, di nascosto in soffitta.




lunedì 7 gennaio 2013

Scake recensisce The Bread Bible di Rose Levy Berambaum

Questa e` Rose
e questo e` il suo (e adesso mio) libro che mi e` stato regalato per Natale e con cui ho festeggiato l'arrivo dell'anno nuovo.


Questo libro parla del pane e dei pani dolci.
La prima parte parla di tutto cio` che occorre sapere qunado si vuol entrare nel mondo dei panificatori (attrezzature, tipi di lievito etc...) e poi vai col liscio!
Un tripudio di ricette con qualche illustrazione fotografica e molte di piu` disegnate.
Il libro e` accuratissimo nelle descrizioni e nei dosaggi (espressi in tre scale diverse).
Una breve introduzione narrativa racconta il pane che si va a preparare con semplicita` e con riconoscenza a chi ha ispirato Rose con quella ricetta.
Solo l'elenco di cio` che si puo` fare con questo libro sul leggio di casa fa venire l'acquolina in bocca:
pane rustico, pane alla pasta madre, baguette, ciabatta, pugliese, pane irlandese, doughnuts, bagels, pita, pancarre', pane irlandese, pane tedesco, pane svedese, pane ebraico, pane arabo, pizza e focaccia e poi pane alla banana, alle carote, al formaggio, buns al burro e cannella, muffins, brioches e chissa` quante cose ancora non ho menzionato.
Il vantaggio di avere sotto mano questo testo e` la percentuale di successi che otterremo seguendo queste ricette: sono talmente provate e riprovate che il fallimento e` quasi impossibile!
Mi piace anche il fatto che spesso Rose indichi delle scorciatoie rispetto al metodo classico di preparazione per chi vuole risparmiare un po' di tempo.
Io ho aperto le danze con questo pane che sta a pagina 324 "Levy's Real Jewish Rye Bread" e che non so davvero come descrivere perche` era cosi` ...STUPENDO che l'unico modo per capire sarebbe addentarne una fetta!

  



E` un pane che ha una piccola percentuale di farina di segale per cui la mollica e` uniforme e quasi..setosa! Contiene anche tanti semi di cumino (che io a dire la verita` ho ridotto un po' perche` mio marito non li adora) e la sua crosta sotto i denti fa SCRICH! Mentre l'interno e` soffice e profumato.

Poi ho realizzato il "Carrot Bread" di pagina 103 con le uvette e la cannella che e` un plum cake umido, spugnoso, speziato al punto giusto e sebbene sia piacevole anche da spalmare io lo preferisco al naturale.



Ho capito anche tante cose in piu` sull'uso della pasta madre che da autodidatta ignoravo completamente, ad esempio il perche` a volte le pagnotte vengano basse e bianche (lievitazione troppo prolungata) e a volte invece troppo umide all'interno e un po' collassate (troppo maltrattate dopo la lievitazione) e come trattare la superficie prima della cottura.
Io ero troppo energica, un tocco poco delicato. Il pane fatto a partire dal lievito madre vuole le carezze quando ha lievitato e non gli piace essere sballotato per passare dal recipiente allo stampo.

Questo libro OVVIAMENTE non esiste in italiano (non sia mai...) per cui lo trovate in lingua originale inglese, ma come sostengo sempre l'inglese in cucina e` very easy e i termini sono molto ONOMATOPEICI per cui alla fine e` pure divertente!

La casa editrice e` la Norton e lo trovate tranquillamente su Amazon.

martedì 1 gennaio 2013

Sono una lettrice golosa...a dieta!

Ebbene si.
Dentro di me scatto` qualcosa. Riflettendo sul digiuno e lunedi` 17 dicembre mi sono svegliata con la voglia di pesare quello che mangio, di annotarlo (sul diario alimentare) e di rinunciare a sgarrare sulla dieta.
E ce la faccio.
No aspetta che lo dico piu` forte:
CE LA FACCIO!!!!

Ce la sto facendo. Davvero. Non posso crederci.
Perche` adesso si e prima no?
Per parecchi motivi:
  1. perche` davvero non ce la faccio piu` a dover rinunciare a guardarmi allo specchio per non piangere
  2. perche` non entro piu` in nessun jeans e io ADORO i jeans, ci sono cresciuta dentro e ci voglio morire dentro!
  3. perche` non entro piu` neanche nelle mie scarpe
  4. perche` la mia faccia e` cambiata moltissimo e gia` non sono affatto fotogenica, col doppio mento poi....
  5. perche` la mia pancia mi ingombra da morire come quando ero incinta!
  6. perche` desidero dare un po' di tregua al mio povero apparato digerente che lo vedo molto stanco...
  7. perche` non ho i soldi per rifarmi il guardaroba!
E non sto morendo!!!
E` questo che mi sconvolge di più perche` fino a poco tempo fa solo la sensazione di fame mi metteva addosso ansia e agitazione. Adesso no. Adesso tengo duro e soffro meno.
Ieri ho perfino rifiutato un cioccolatino. Cioe` non e` esatto: l'ho preso per cortesia perche` non volevo sembrare maleducata e l'ho chiuso in borsa in attesa che qualcuno se lo mangi.
Per di piu` il primo giorno di dieta ho acceso la tv alle 9 e ho seguito la mezz'ora di lezione di aerobica e non contenta ho messo su pure il cd con il corso GAG!
Primo pomeriggio ronfavo nel letto spudoratamente...
Pero` adesso mi impegno, sono motivata, vedro` certamente i risultati e le feste natalizie non mi fanno nessuna paura.
La mattina del 24 ho iniziato con esercizi, colazione leggerissima e a pranzo solo insalata e poco pane. La sera cena completa di pesce.
E poi il diario mi aiuta perche` annoto le mie sensazioni e mi serve per segnare quante volte ho la tentazione di mettere in bocca il cibo senza pensare!

Percio` oggi leggo il mio diario alimentare e la mia recensione e` OTTIMA Ve lo consiglio vivamente. Potete ricavarne le calorie prese e quelle consumate in relazione al tipo di alimentazione che seguite e il tipo di attivita` motoria che praticate (anche una lavata ai vetri permette di consumare calorie!). Non serve per farsi le pare, non lo usero` per sempre, mi serve per imparare che ogni mio gesto ha una conseguenza e che posso vivere bene anche senza sentirmi completamente sazia.

Ed il dolce per restare nel club?
Eccolo qui: il panettone artigianale che ha fatto mio marito N.


martedì 25 dicembre 2012

E` Natale


 Oggi noi leggiamo il Vangelo di Luca:
  
"..Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire; ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla, perché non avevano trovato altro posto. In quella stessa regione c’erano anche dei pastori. Essi passavano la notte all’aperto per fare la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro, e la gloria del Signore li avvolse di luce, così che essi ebbero una grande paura. L’angelo disse: «Non temete! Io vi porto una bella notizia, che procurerà una grande gioia a tutto il popolo: oggi nella città di Davide, è nato il vostro Salvatore, il Cristo, il Signore. Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia». Subito apparvero e si riunirono a lui molti altri angeli. Essi lodavano Dio con questo canto: «Gloria a Dio in cielo e pace in terra agli uomini che egli ama». Poi gli angeli si allontanarono dai pastori e se ne tornarono in cielo... (Lc 2)"

Oggi mi va di stare in mezzo a quei pastori.
Erano gente reietta i pastori, senza arte ne` parte, senza casa, senza proprieta`.
Curavano le pecore degli altri e dormivano in mezzo ai campi esposti ai pericoli, lontani dalla citta`, alla periferia dei paesi. Gli sfigati della societa`?
A me va bene cosi` perche` e` a loro che sono apparsi gli angeli e hanno portato la notizia buonissima che qualcuno era arrivato sulla terra per amarli.

Siamo stati li` ieri sera davanti al presepe a mostrare alla Sacra Famiglia le nostre mani vuote perche` Maria ci metta dentro quel bambino piccolo piccolo appena nato. Me la ricordo la sensazione di avere finalmente tra le mani quella cosetta morbida e profumata che mi ero portata dentro senza poterla vedere per 9 mesi. Finalmente era qui tra le mie braccia, ci conoscevamo, potevo sbaciucchiarla, strofinarla, nutrirla e guardarla per ore senza mai stancarmi.E per Maria sara` stato lo stesso, lei che era cosi` giovane e fresca, Gesu` sara` stato il suo cuccioletto da curare, con cui giocare oltre che suo figlio.
Quando ero una ragazza avevo fatto un bellissimo presepe in DAS completo di un sacco di personaggi e stavo a guardarlo da vicino la sera quando accendevo le lucine. Era bellissimo, mi sembrava di essere li` in mezzo alla folla curiosa dei pastori ed in effetti io c'ero sul serio: ero una statuina di das come gli altri, con i miei boccoli scuri e i jeans e li` accanto c'erano anche i miei.
La cosa di mettere la famiglia dentro il presepe l'avevo imparata a casa di N. quando eravamo fidanzati e mi era piaciuta tantissimo. In effetti e` bellissimo stare li` tra il muschio, accarezzare le pecorelle, guardare giocare i miei fratelli con la segatura nel vialetto e magari assaggiare la caciotta che ha portato quel pastorello...


BUON NATALE!

lunedì 17 dicembre 2012

Scake (39 anni) recensisce " I due Jack"

"I due Jack" di Tony Bradman ed. Simmon collana Leggimi!


Questa e' la storia di due ragazzini che hanno reagito in maniera diversa al loro storia famigliare complessa . A scuola uno e' una peste l'altro lo studente modello . La supplente appena arrivata ignara , per la somiglianza dei loro cognomi , li scambia di ruolo e per i due inizia la possibilita' di un nuovo futuro in cui saranno apprezzati per quello che sono e non per quello che tutti credono siano.

Lo consiglio a tutti : educatori di tutte le materie della scuola elementare , a chi ha figli in eta' scolare con problemi di lettoscrittura , a ragazzini amanti delle storie di coetanei . I motivi sono due : il contenuto molto bello davvero e il tipo di carattere usato per il testo (font) della collana "leggimi" di cui allego il link perche' e' stata per me una vera sorpresa . Mia figlia E. a 9 anni e' una bambina estremamente sensibile ed intelligente , ma come l'ha definita lo specialista e' "borderline" rispetto ai problemi di dislessia . Davanti ai libri che hanno un contenuto di immagini ridotto rispetto a quello scritto si scoraggia e per non sentirsi in difetto li accantona . Questi libri li ha accettati volentieri e si e' buttata a capofitto nella lettura , spronata ed invogliata anche da me che le ho fatto notare quanto siano diversi dagli altri ("sono fatti proprio per i pigroni che non hanno voglia di leggere!") .

Includo nell'elenco anche gli altri titoli di cui ogni biblioteca civica dovrebbe essere fornita (la nostra mitica lo e') , ma ci sono altre opere in uscita della stessa collana.

lunedì 3 dicembre 2012

The Beatles

da theflyingclubcup.wordpress.com
A casa nostra sono sbocciati piccoli fans dei Beatles.
Io gongolo.
I Beatles sono la colonna sonora della mia infanzia. Assieme a Jimi Hendrix, Santana, Eric Clapton, Donald Fagen e tanti tanti altri.
Mio papa` sarebbe divenuto un musicista di successo se non avesse incontrato la donna che lo mise al muro con una rima: o le tournèes o me!
Per cui sono cresciuta con la musica nelle orecchie, mi piaceva cantare e suonare il piano, ma mai esibirmi, tanto che i saggi di pianoforte annuali alla Scuola Musicale li vivevo come un trauma, piangendo come una fontana tutta la sera prima e tremando come una foglia fino al momento di esibirmi in cui orgogliosa come pochi ostentavo una sicurezza formidabile. Alla fine i miei sorrisi erano dovuti al sollievo che provavo per la fine di quella tortura psicologica e poco mi importava dei complimenti.
Fatto sta che la musica e` parte essenziale della mia vita. Poi mi sono sposata con un chitarrista e quindi anche i nostri figli cantano e ballano da piccolini.
A volte suonano anche.
Cose che non sono strumenti. Ma vabbe`.

martedì 27 novembre 2012

Sono una tipa affidabile...!

Ieri Anto mi ha premiata con questo banner.
Prima vi dico chi e` Anto e poi vi dico di che premio si tratta.
Anto e` l'autrice di un blog di cucina nato pochi mesi fa. A guardare le sue foto e leggere le sue ricette cio` che cucina deve essere proprio una squisitezza! Purtroppo non ho mai avuto modo di assaggiare nessuno dei suoi piatti perche` non vive esattamente dietro l'angolo: attualmente infatti risiede in Australia.
Ci siamo conosciute tramite il web perche` ha aderito con entusiasmo al mio "Club delle lettrici golose" ed i sui post sul connubio "lettura+dolcetto" sono incredibilmente golosi! 
Quindi vi consiglio di tenerla d'occhio. Il suo blog si chiama relaxingcooking e, cosa davvero simpatica, scrive i posts in tre lingue: spagnolo, italiano, inglese!

E poi veniamo al premio:
eccolo qua!

Sono stata giudicata autrice di un blog affidabile.
Ovviamente ne sono contenta ed onorata!

domenica 18 novembre 2012